LA POLITICA IN CALABRIA E' MORTA DA ANNI. NESSUNO SI MUOVE PER IL RECUPERO DELLA DEMOCRAZIA E DELLA CIVILTA'

di Franco Laratta*
Non rassegniamoci all'idea che la Calabria sia tutta marcia, tutta mafia, tutta corruzione. Altrimenti questa terra è persa per sempre.
La risposta dello Stato e delle forze dell'ordine è sempre più forte e incisiva. Ma non può bastare, da sola non risolveil problema della criminalità alla radice.
Dov'è la politica in Calabria? Dove sono le istituzioni educative e formative? Dove sono le università? Che fine ha fatto la cosiddetta società civile, la chiesa, il mondo della cultura? 
Ma la responsabilità più grande e più grave è proprio della politica, dei partiti, delle istituzioni democratiche. 
Cosa fanno, cosa facciamo, oltre che a fare le liste per partecipare alle elezioni e un migliaio di inutili convegni all'anno?
La politica come mezzo per conquistare il potere è esattamente la morte della politica. 
In Calabria c'è bisogno di affrontare il tema della devastante penetrazione delle mafie in tutti i settori produttivi ed economici. 
Ma  nessuno affronta nel profondo quello che sta accadendo, nessuno propone strumenti e mezzi a salvaguardia delle aziende sane e degli imprenditori onesti, e anche di tantissimi sindaci e amministratori trasparenti, lasciati da soli, senza supporti nè sostegni.
La politica è morta nel sud di questo paese, è morta e sepolta da anni in Calabria, senza che niente e nessuno faccia qualcosa per recuperare un ruolo e una funzione civile e democratica.
Il rischio grave che stiamo correndo è che la stragrande maggioranza dei calabresi, che sono onesti, si senta improvvisamente una minoranza, una vuota, inutile e abbandonata minoranza. 
Così i tanti politici e amministratori onesti, sempre in prima fila nei territori, così i tantissimi imprenditori onesti e trasparenti che lottano quotidianamente contro gli assalti criminali.

*Gia parlamentare