LA POLITICA CALABRESE E' MASCHILISTA? IMPORTANTI ESPONENTI DONNE DELLA POLITICA DIMENTICATE O SCOMODE



di Letterio Licordari
La politica calabrese è maschilista? Se lo chiedono in tanti, anche perché le donne scese in campo, al di là degli schieramenti, hanno evidenziato
di avere carattere e “attributi”, e forse anche per questo motivo hanno creato “scompiglio” nei programmi dei gruppi politici (a raccolta di voti avvenuta, ovviamente) e, soprattutto tra i colleghi di genere diverso. E ciò si manifesta ancor di più oggi che esistono anche linee-guida nette sulla parità di genere.
Per le prossime elezioni politiche si spera in qualche nome nuovo, uno potrebbe essere quello di Wanda Ferro, quasi certamente ci saranno le candidature delle uscenti Dalila Nesci, Federica Dieni e Dorina Bianchi. Ma non ci saranno le esponenti politiche “dimenticate” e quelle “scomode”, e che in passato hanno riempito di voti i fienili dei loro partiti.
Il recente caso dell’assessore regionale Federica Roccisano porta a fare delle considerazioni: la sua defenestrazione dalla carica sarebbe stata decisa da persone vicine ad Oliverio per accordi “pre elettorali”, come lei stessa ha precisato in conferenza stampa, con una richiesta-imposizione di dimissioni che lei non ha inteso prendere in considerazione, un vero e proprio “scarica barile”, senza dire – come riferisce - di motivazioni “poco coerenti, ingiuste e pesanti”, di isolamento, di una presunta “macchina del fango” e finanche della mancata disponibilità di mettersi a disposizione di qualche esponente del suo partito.
Tre esponenti donne della politica calabrese, per competenza, esperienza, rigore intellettuale e coerenza ideologica sarebbero gradite ai pertinenti elettori, forse solo una di esse (Jole Santelli) potrebbe essere della partita, le altre due, ancorché non abbiano intenzione di candidarsi, salvo ripensamenti dell’ultima ora, risulterebbero scomode al sistema (Angela Napoli e Maria Carmela Lanzetta).
Angela Napoli non è più parlamentare, per sua scelta. Secondo l’osservatorio civico della politica OPENPOLIS è annoverata tra i deputati più operosi e attivi dell’Italia repubblicana. Già componente della Commissione Giustizia, sin dalla sua scesa nel campo della politica ha portato avanti i valori della legalità e della lotta alle mafie, con numerose proposte di legge e interrogazioni parlamentari volte a ostacolare il potere delle associazioni di stampo mafioso. E’ sotto scorta perché nel mirino dei mafiosi. E’ stata lei a chiedere lo scioglimento del Consiglio Regionale e della Giunta Scopelliti per infiltrazioni della criminalità organizzata, è stata fortemente critica nei confronti di Berlusconi e di Fini, tant’è che nell’ultima fase del suo ultimo mandato elettorale si era collocata nel Gruppo Misto. Ma l’abbiamo vista tenacemente impegnata nella campagna referendaria per il NO alle modifiche alla Costituzione e dedicarsi anche alle problematiche legate alla violenza alle donne attraverso l’Associazione “Risveglio ideale” da lei costituita, e continua a combattere il fenomeno mafioso pubblicando numerosi interessanti saggi.
Maria Carmela Lanzetta è stata Ministro per gli Affari Regionali e per le Autonomie nel Governo Renzi, è stata anch’essa liquidata dal suo partito dopo essere arrivata al dicastero suddetto quale novità da esporre in vetrina. Si, perché la Lanzetta, farmacista ed ex-sindaco di Monasterace, era finita nel mirino della ‘ndrangheta, che aveva dato fuoco alla farmacia e sparato alla sua auto, un fatto che ebbe una eco nazionale, tant’è che l’allora segretario PD Bersani la convinse a ritirare le sue dimissioni. Ma era stata considerata un Ministro di serie B, tant’è che nel gennaio del 2015 il Governatore Mario Oliverio pensò di nominarla assessore regionale alle Riforme Istituzionali, Semplificazione amministrativa, Cultura, Istruzione e Pari opportunità, senza fare i conti con lei, che due giorni dopo rinunciò, in polemica per la contestuale nomina di un altro assessore dello stesso partito, Nino De Gaetano, oggetto di un'indagine per voto di scambio. Il 30 gennaio 2015 la Lanzetta rassegnò poi le dimissioni dalla carica di Ministro mandando praticamente tutti a quel paese.
E infine Jole Santelli, attuale vice-sindaco a Cosenza della Giunta Occhiuto. Avvocato, persona autorevole e decisamente di grande appeal, deputata eletta la prima volta nel 2001 col Cavaliere, un passato da Sottosegretario del Ministero della Giustizia nel 2001 e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2013, attuale Coordinatore di Forza Italia in Calabria. Di una sua candidatura non si sente parlare, ci saranno giochi di alleanze e inciuci (ne abbiamo visto già in queste ultime settimane) per scaricarla? Ma sembra assurdo, Berlusconi in persona le deve tanto, o potrebbe non scendere nell’arena per sua scelta e coerenza, onorando l’attuale impegno al Comune?